Accordo Hyundai-Fca, cosa c’è di vero

A fine giugno 2018 si sono fatti insistenti i rumors secondo cui il gruppo Hyundai Motors, che controlla i marchi Hyundai e Kia, avrebbe a breve lanciato un’offerta d’acquisto nei confronti di Fiat Chrysler Automobilies. Nonostante la smentita dei portavoce coreani, il titolo Fiat ha continuato a crescere in Borsa, segno che il mercato crede a una prosecuzione della trattativa. Questo perché in un’epoca storica di dazi doganali nei confronti delle auto straniere da parte degli Usa, le case automobilistiche sono in cerca di accordi per aggirare l’ostacolo e creare economie di scala. Ne è un esempio il recente accordo tra Volkswagen e Ford con cui il colosso di Wolfsburg lega e intensifica i suoi destini industriali a una casa americana ben vista da Donald Trump.

Tornando al caso di Hyundai-Fca, c’è da dire che a maggio il gruppo coreano ha immatricolato in Europa 88.579 vetture, mentre Fca è arrivata a 108.096 consegne. Con questi numeri, in caso di matrimonio, nascerebbe il terzo gruppo automobilistico sul mercato europeo, dietro a Psa-Opel e a Volkswagen. Le cose andrebbero ancora meglio in Nord Amercia, dove i soli marchi Chrysler, Dodge, Ram, Jeep, Hyundai e Kia insieme hanno venduto a maggio 315.000 vetture, un valore decisamente ineguagliabile dai competitor. Le performance di mercato di questo mega gruppo, che formerebbe il costruttore più grande del mondo, sarebbero lusinghiere anche in Asia e Sud America.

Aldilà dei benefici ottenibili sfruttando le reti di vendita unificate nei singoli mercati, importanti economie di scala sarebbero possibili su più fronti. Il gruppo coreano, ad esempio, ha in Hyundai Steel una divisione legata all’acciaio, materia prima il cui governo garantisce vantaggi competitivi. Altra risorsa dei coreani è la sperimentazione sull’idrogeno, con un avanzamento della ricerca paragonabile solo a ai risultati raggiunti da Toyota. C’è poi il capitolo suv e veicoli commerciali, con tanti modelli da costruire creando basi comuni in termini di piattaforme, scocche, telai, sospensioni, motori e altre componenti nascoste. Le gamme attuali dei vari brand sono infatti focalizzate sui crossover, sempre più protagonisti delle richieste dei clienti.

All’orizzonte c’è poi la fine della gestione Marchionne per il gruppo Fca: l’esigenza di un alleato industriale si fa pressante, perché l’ad lascerà nel corso del 2019. Come mai, allora, le smentite fioccano? Probabilmente è in corso una trattativa molto simile a quella che vide Geely impegnata ad acquistare Fca nel 2017. Secondo il quotidiano Automotive News, dopo un’offerta pari a 25 miliardi di dollari da parte del secondo costruttore cinese per accaparrarsi Fca, la trattativa naufragò per la volontà di trattenere in Exor non solo la già controllata Ferrari, ma anche Maserati, Alfa Romeo e Magneti Marelli. Forse anche l’operazione Hyundai–Fca necessita di una messa a fuoco dei reali contorni della trattativa.

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